Ucraina regime patrimoniale netto

Non è chiaro neppure quando questa denominazione sia apparsa per la prima volta nella storia, poiché si tende ad escludere le menzioni sospette di interpolazione Il primo documento certo in cui viene menzionato Marino diventerebbe così un atto notarile del 1114, rogato da un certo "Tedemarius abitatoris in castri qui vocatur Mareni" ("Tedemario abitante nel castello che [è] chiamato Marino"). Comunque a partire dall'VIII secolo la Chiesa cattolica decise di prendere in mano il governo temporale del Lazio e, al fine di garantire l'approvvigionamento agricolo ed il controllo del territorio, istituì diversi patrimonia e domuscultae formati da massae e fundi agricoli più o meno sparsi.Non esistono vere e proprie cime montuose nel territorio marinese, ovvero l'altitudine massima non raggiunge mai i 600 m s.l.m. L'escursione termica del centro di Marino con Roma Urbe ad esempio è praticamente nulla, anche se a Marino si avverte in misura minore l'umidità. C.): a questo periodo risalgono circa una trentina di tombe rinvenute nel territorio marinese, che compongono una delle più importanti concentramenti di tombe dei Colli Albani.Durante tutto il periodo dello Scisma d'Occidente Marino fu oggetto di repentine conquiste e riconquiste da parte di vari personaggi: in particolare tra il 1399 ed il 1405 appartenne direttamente alla Camera Apostolica, I Colonna utilizzarono il castello di Marino molto frequentemente come base militare, coinvolgendolo in numerosi eventi bellici: tra il 1433 ed il 1436 nella guerra tra papa Eugenio IV ed alcune famiglie baronali romane, condotta in maniera feroce ma risoltasi nello status quo ante bellum; nel 1494-1495 nelle tensioni legate alla discesa in Italia di Carlo VIII di Francia, in cui i Colonna si schierarono contro i francesi, appoggiati invece da papa Alessandro VI: la tensione con questo papa si risolse con la distruzione di Marino decretata con l'assenso del papa l'8 luglio 1501.Questo corso d'acqua nasce in territorio di Rocca di Papa ed entra nel territorio marinese attraverso il Barco Colonna per poi lambire il quartiere Cave di Peperino e proseguire verso Ciampino, nel cui territorio incontra la marana dell'Acqua Marciana proveniente da Grottaferrata, assieme alla quale continua a scorrere nella zona urbanistica di Morena originariamente per raggiungere il Tevere irrorando la Cloaca Massima, ma dal secondo dopoguerra è stata deviata più a sud, presso la Magliana: la sorgente d'acqua sacra alla dea indigex Ferentina presso cui era collocato il Locus Ferentinum, e nella quale Tarquinio il Superbo fece affogare il delegato aricino Turno Erdonio in margine ad una drammatica riunione della Lega Latina svoltasi nel 651 a. Altri corsi d'acqua, interessanti per la conoscenza idrogeologica di un territorio in denso sviluppo urbanistico, sono il fosso di Fiorano, che nasce dalla frazione di Cava dei Selci e scorre in direzione NO, il fosso delle Scopette, che si origina dalla località di Boscare presso la frazione di Santa Maria delle Mole e prosegue in direzione E con il nome di fosso di Fioranello, il fosso della Giostra, che da Colle Granato presso la frazione di Frattocchie si inoltra in direzione E ed infine il fosso di Montelungo, che dalla località di Mezzamagna presso la frazione di Castelluccia scorre verso E per immettersi nel fosso della Torre o "dei Preti" proveniente dalla frazione di Pavona in comune di Castel Gandolfo. Il resto del territorio è disegnato dal dolce declivio dei terreni vulcanici dei Colli Albani verso la vasta pianura dell'Agro Romano: per quanto riguarda l'altitudine delle frazioni del territorio comunale, Santa Maria delle Mole è a 147 m s.l.m., Cava dei Selci a 151 m s.l.m., Frattocchie a 173 m s.l.m., Fontana Sala a 186 m s.l.m., Due Santi a 222 m s.l.m. in virtù della loro posizione in collina a quote generalmente non troppo alte.Le quote più elevate si registrano nella parte orientale del comune, ai confini con Rocca di Papa presso le pendici di Monte Cavo (949 m s.l.m.), antico cratere vulcanico attivo nella "seconda fase" dell'esistenza del Vulcano Laziale, all'incirca tra i 270.000 ed i 100.000 anni fa: Il centro di Marino, posizionato "sopra 'na collinetta de peperino" dalla vaga forma di una "L", tocca la sua altitudine massima in località San Rocco con 389 m s.l.m., altitudine che progressivamente declina per toccare quota 376 m s.l.m. Nell'area castellana le temperature minime oscillano tra i 9 °C ed i 12 °C, mentre le massima sono tra i 15 °C ed i 22 °C: le escursioni termiche più sensibili si registrano in autunno ed in primavera, mentre per quanto riguarda la piovosità i Castelli Romani si collocano nell'area meso-mediterranea, con un picco nel mese di novembre ed un netto calo tra luglio ed agosto, per un totale medio di 942 millimetri. C.) i primi reperti rinvenuti nella necropoli di Riserva Del Truglio, che ha però il suo massimo sviluppo durante il periodo laziale IV A (730 a. È stato anche rinvenuto, presso la stazione ferroviaria di Marino in località Cave di Peperino, il fondale di una capanna risalente a questo periodo, che rappresenta uno dei rari esempi di questo genere nel Lazio.Il più importante dal punto di vista storico è il fosso della Patatona, anche chiamato "marana delle Pietrare" o "di San Bonaventura". ALtre quote notevoli si trovano nella parte meridionale del comune, ai confini con Castel Gandolfo, lungo il bordo del cratere vulcanico allagato rappresentato dal lago Albano (attivo anch'esso nella "seconda fase" del Vulcano Laziale): la località dei Villini infatti è a quota 368 m s.l.m., mentre il vicino Monte Crescenzio, probabile bocca vulcanica secondaria, è alto 379 m s.l.m.della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.Situata a sud del capoluogo, sui Colli Albani nell'area dei Castelli Romani, la città è stata per tutto il Medioevo un importante avamposto militare sull'Agro Romano, un frequentato luogo di villeggiatura Centro legato soprattutto alla viticoltura, è la patria dell'omonimo vino bianco a denominazione di origine controllata ed il suo nome è legato alla celebre Sagra dell'Uva, la manifestazione più antica in Italia nel suo genere.Normalmente, i Castelli sono battuti dai venti di scirocco e libeccio, provenienti dal mar Tirreno rispettivamente da S e SO, ma talvolta compare anche il "ponentino", vento dell'O caratteristico di Roma e delle zone costiere dell'Italia centrale. Da Castrimoenium partiva l'Aqua Taepula, un acquedotto che assicurava alcune migliaia di metri cubi di rifornimento d'acqua alla città di Roma.In seguito alla battaglia di Marino il feudatario del castello, Giordano Orsini, seguace dell'antipapa, ne fu scacciato da suo figlio Giacomo, che mantenne il controllo del feudo fino al 1385, quando fu a sua volta scacciato dal legittimo erede del castello, il cugino Onorato Caetani.

Attualmente il territorio comunale di Marino, con i suoi 26.10 km² di estensione, è il sesto comune dei Castelli Romani per vastità dopo Velletri (113.21 km²), Lanuvio (43.91 km²), Rocca di Papa (40.18 km²), Rocca Priora (28.07 km²) e Lariano (27 km²).I Frangipane rimasero a Marino fino alla morte del figlio di lei Giovanni Frangipane, che per disposizione testamentarie nel 1253 ordinò una spartizione dei suoi beni tra l'abbazia di San Saba all'Aventino a Roma e l'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata: una quota spettò anche ai poveri di Marino. Con l'inizio dello Scisma d'Occidente (1378-1417) papa Urbano VI e l'antipapa Clemente VII misero in campo due eserciti formati da mercenari, che si affrontarono in uno scontro decisivo nella battaglia di Marino (30 aprile 1379), al termine della quale la vittoria arrise ai mercenari papalini comandati da Alberico da Barbiano.Non è chiara l'origine del toponimo "Marino": nel Quattrocento e nel Cinquecento era convinzione diffusa negli eruditi che fosse legato ad un'ipotetica villa romana appartenuta a Gaio Mario che sarebbe sorta nel sito dell'attuale centro storico (ed in effetti rinvenimenti archeologici compatibili con una villa di età romana furono fatti nell'Ottocento nel quartiere Borgo Garibaldi): Altre ipotesi sono una derivazione da "Marianum" nel senso di luogo consacrato alla Madonna (ed il santuario di Santa Maria dell'Acquasanta ha origini piuttosto antiche, databili attorno al VI secolo) o ad un "Maranum", collegato con la "marana" o fosso della Patatona, o ancora al nome di un antichissimo feudatario Marino o Marina di cui si è perso ad oggi il ricordo. Già prima della caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) Bovillae era in avanzato stato di decadenza, come dimostra l'assenza di fonti scritte o documentarie riguardanti il municipium posteriori al I secolo: benché la zona sia stata teatro di alcuni rinvenimenti paleocristiani (un oratorio i cui resti frammentarii furono rinvenuti nel Settecento presso Frattocchie il progressivo abbandono della via Appia Antica seguito al VI secolo e le frequenti incursioni piratesche dei Saraceni del IX e X secolo favorirono la nascita di nuovi insediamenti più a monte, come appunto Marino.Nel 1237 la feudataria Giacoma de Settesoli, vedova di Graziano Frangipane nonché amica di san Francesco d'Assisi ed ispiratrice del Terzo Ordine Regolare di San Francesco, concesse alla Comunità marinese i suoi primi statuti.Tuttavia la precipitosità più alta si registra nell'area prossima al litorale laziale in direzione S-SO e procede man mano calando verso l'interno, a causa dell'ostacolo rappresentato dai Colli Albani, in osservanza di un fenomeno chiamato stau. In età romana, probabilmente con scopi militari, venne fondato l'insediamento fortificato di Castrimoenium, ubicato molto probabilmente nell'attuale sito del centro storico, precisamente nel rione Castelletto.